Seminari e formazione ed attività

Parte il Progetto “Classi di Qualità” finanziato dalla Regione Basilicata all’Università di Basilicata.

Si è svolto a Cossano Belbo, il primo dei diversi incontri previsti in seno al Progetto “Classi di Qualità” finanziato dalla Regione Basilicata all’Università di Basilicata -Dipartimento di Scienze, diretto dalla Prof.sa Bianco dal titolo: “MODELLO PREDITTIVO DI CLASSI DI QUALITÀ DI LATTE E GRANO LUCANI E RELAZIONE CON IL CORRISPETTIVO LIVELLO QUALITATIVO”.
L’ incontro, ha avuto luogo presso il Mulino Marino, partner del Progetto e, ad esso, hanno partecipato, di persona o collegati via internet, gli altri partner fra cui: Carlo Fiore Guffanti, affinatore di formaggi, Oscar Leonessa, produttore della pasta Leonessa, Luigi di Cecca, produttore di formaggi e rappresentanti del forno Sorelle Palese.
Dopo brevi parole di presentazione da parte del dr. Rubino, Responsabile Tecnico Scientifico e ideatore del Progetto, rivolte al pubblico presente, in collegamento da Potenza, la prof.sa Bianco, dopo aver illustrato la metodologia di ricerca utilizzata in altri settori produttivi,  ha spiegato  le linee principali entro le quali il Progetto si muoverà in questi due anni di attività al fine di cogliere la grande diversità e ricchezza qualitativa delle materie prime agricole (latte, carne, cereali, legumi, ecc) coltivati applicando il Disciplinare del Metodo Nobile e loro derivati, rispetto alle altre.
La riunione si è conclusa con la partecipazione dei presenti ad una nuova tecnica di degustazione sensoriale “alla cieca”.
A confronto, caciocavalli provenienti da due diversi caseifici partner del Progetto, divisi in 6 classi di qualità rispetto al tipo di alimentazione ricevute dalla bovine: dal più estensivo, pascolo assoluto, al più intensivo, prevalenza dei mangimi su fieno ed erba, passando per altre 4 classi intermedie,
I presenti, sulla base del colore, odore e sapore, dovevano indovinare e mettere in corrispondenza dell’apposita casella di una delle 6 classi, il loro giudizio.
Il latte con il quale sono stati confezionati i formaggi, verrà successivamente analizzato con la metodica illustrata dalla prof.sa Bianco per capire se le molecole trovate trovano corrispondenza in una qualità percepita dal consumatore, il quale poi, informato di tutto ciò, dovrà pagare il giusto prezzo al produttore “virtuoso”.

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